mercoledì 28 gennaio 2009

verso Essakane




Tutto è pronto per partire ad Essakane. Dopo otto giorni di risalita verso nord per circa 1000 km. di distanza, 70 km di pista sabbiosa ci separano dal sito del festival. il deserto ci aspetta, coi suoi sbalzi di temperatura, ma speriamo non di umore. Timboctu sta fremendo, fuoristrada carichi di toubab (bianchi) si mettono in moto, direzione porte du désert. Le pseudo-guide locali si affannano per trovare gli ultimi clienti da imbarcare, a prezzi notevolmente ridotti, rispetto a quelli di standard europei che si praticano di solito per i turisti. Da queste parti, si capisce velocemente l'importanza di saper contrattare sui prezzi, per qualsiasi cosa. ma per ora, spero di poter dimenticare per qualche giorno le relazioni puramente commerciali, che più di qualche volta mi hanno esasperato.
Aspettiamo Kalil, un tuareg nero (di padre songhai e madre tuareg) sposato con una portoghese che da pochi anni vive a bruxelles ma cresciuto a Timboctu. è il nostro contatto di qui, ed incredibilmente per noi si offre di portarci fino ad Essakane con la sua 4x4 appena recuperata a Dakar senza volere nulla in cambio, considerandoci della famiglia.
Arrivare mi sembrerà davvero una conquista, ma non come quella degli stantii esploratori del continente nero continuamente rievocati da queste parti (che come osserva giustamente Aime, servono a riprodurre una storia dell'Africa secondo un punto di vista occidentale) ma per quelli come noi che fanno dell'incontro culturale (forse solo anche della ricerca dell'incontro) la molla di tanto peregrinaggio morale. Salvifica sia la musica allora. Inshallah.

8 gennaio '09, ore 14

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