martedì 3 febbraio 2009

Yeelen, una questione di luce



Quando si atterra si notte, Bamako dall'alto appare come un'isola disegnata da filamenti luminosi. con il Niger ad attravesarla, sembra una New York dai tetti bassi. il netto contrasto con il nero profondo della brousse che la circonda, la rende promontorio di una terra strappata all'oscurità. in Africa, è la luce il confine, ciò che marca i limiti, tra giorno e notte, tra città e campagna, tra dentro e fuori. nel momento in cui il sole viene risucchiato dalla linea dell'orizzonte, si capisce bene perchè si dice al "cadere" della notte. come una cortina di un denso velluto blu, il buio ricopre cose posti e persone nel tempo di un movimento dello sguardo. se si sta viaggiando in quel momento, l'autista si ferma per pregare al giorno che è finito. ma musulmani o no, tutti scendono per respirare l'aria della sera, che porta gli odori del legno che brucia e della carne che arrostisce. come ha detto bene Chiara, le tenui luci dei carboni accesi e delle lampade ad olio ad illuminare le postazioni dei venditori lungo la strada, creando un'atmosfera avvolgente e calma, danno l'impressione di partecipare ad una specie di presepe vivente.


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